scheda telefilm : Fringe

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RECENSIONE DI : Ninja

Fringe


ANNO PRODUZIONE : 2008

GENERE : fantascienza

STAGIONE : 4          PUNTATE : 22

TRAMA

Considero Fringe uno dei più bei serial in circolazione al momento, per questo motivo mi allontato dalla recensione classica, e vi invito a approfondire questo telefilm partendo da un personaggio anzichè dalla storia, se questo può interessarvi proseguite con me nella lettura...


Mi sono chiesto spesso cosa sarebbe successo se nell’estate del 1998 non mi fosse passato il dolorosissimo crampo al polpaccio che mi era preso mentre nuotavo a un chilometro dalla costa del bellissimo mare di Sardegna.
Grazie a Dio e grazie alla mia giovane età riuscii a non farmi prendere dal panico e a raggiungere riva con uno stile imprecisato tra “sasso” e “foca monaca”.
Sono un appassionato della teoria dei “Quanti”, non posso fare a meno di pensare, che da qualche parte, o sarebbe meglio dire “IN qualche parte”, non ho mai raggiunto la spiaggia… Penso al viso terrorizzato di mio padre mentre gli raccontavo la mia disavventura, e rivedo gli stessi occhi di Walter Bishop.
“La pace è una menzogna, c'è solo la passione.
Attraverso la passione, acquisto forza.
Attraverso la forza, guadagno potere.
Attraverso il potere, guadagno la vittoria.
Attraverso la vittoria, spezzo le mie catene.
La Forza mi libererà.”
La filosofia Sith di Star Wars.
Da sfigatissimo Nerd quale sono mi piace pensare che siano queste le parole a cui Walter pensava attraversando il portale che lo avrebbe portato nell’universo alternativo in cui è riuscito a salvare Peter.
La passione che brucia e devasta ogni barriera morale, qualsiasi cosa, il senso di voler salvare ad ogni costo tuo figlio, o la versione più simile di lui che hai a disposizione in questo caso. Si perché Peter, il suo Peter era morto, nessuna versione alternativa sarebbe potuta essere completamente “lui”, questo Walter lo sapeva.
Eppure Walter, consapevole di ciò, attraversò comunque il portale.
John Noble a mio avviso dona a Fringe un livello qualitativo fuori dal comune, per me una delle interpretazioni migliori tra tutti i serial che seguo, e vi dico che sono molti, molti, molti (aiutatemi a dire “molti”).
Non ho idea se sia un personaggio “su misura”, mi spiego, prendiamo ad esempio Hugh Laurie, è un attore mediocre, non per me ovviamente, io sono innamorato di Gregory House cinematograficamente parlando, ma per i critici in generale, eppure in Dottor House secondo loro meriterebbe l’oscar ad ogni puntata, anche la più brutta, ci sono davvero quindi personaggi su misura, che calzano a pennello per quel dato attore.
Noble ha trovato in Walter Bishop il suo alterego cinematografico naturale, non sono un esperto di recitazione è vero ma sono un appassionato di Cinesica, la scienza che studia il linguaggio del corpo, per farvi capire, uno dei massimi esperti del campo disse: “Qualunque azione è capace di inviare un segnale visivo ad un osservatore e di comunicargli una qualsiasi informazione”.
Vedere come Noble interpretare in quel suo personalissimo modo la pazzia e la genialità allo stesso momento personalmente mi da un senso di potere, come se in quel momento potessi capire e decodificare qualunque informazione, più semplicemente penso che sia lui che può comunicarmi qualsiasi cosa senza bisogno di parole, solo con la sua arte, in questo caso la recitazione.
Avere a disposizione un co-primario di quel calibro da a Fringe un potere televisivo particolare.
Walter attraversò dunque il portale, come riuscì a salvare Peter e le catastrofiche conseguenze del suo gesto sono noti a tutti i Fans della serie; quello che forse sfugge ai più è che Walter oltre a scoprire il modo di raggiungere un universo parallelo, ne creò uno vero e proprio dentro se stesso.
La teoria delle stringe in parole davvero spicciole sostiene che ogni decisione che prendiamo dia vita ad infiniti universi alternativi che si sviluppano esattamente come il “nostro”, immaginatelo come una strada che si dirama in infinite direzioni.
Walter prima di salvare Peter era cinico, spregiudicato, per lui il fine giustificava sempre il mezzo, faceva esperimenti su bambini, questo forse è il dato che più di tutti rende l’idea di quanto nella sua mente, l’amore per la scienza non aveva eguali.
Tornò cambiato dall’universo alternativo, come se dentro di lui ora ci fossero due Walter, il padre premuroso disposto a far collassare non uno ma ben due mondi pur di salvare il suo bambino e lo scienziato “pazzo” che gli ha fornito il modo di farlo.
Finire all’istituto di igiene mentale Saint Claire era l’unica conseguenza possibile per far coesistere questi due personaggi troppo diversi tra loro, come se nel Walter originale, in realtà convivesse adesso anche il ” Walternativo”.
Nel telefilm è chiaro che Peter è la chiave di volta assoluta, le cose accadono intorno a lui, ed è il solo personaggio “unico”, non ha contrapposizione in nessun luogo e in nessun tempo.
Numerando gli universi: Nel primo, quello definito “originale”, lui esiste perché rapito appunto da Walter, nel secondo, quello “alternativo” lui ovviamente non c’è più essendovi stato portato via da bambino, mentre negli universi tre e quattro, rispettivamente l’originale e l’alternativo di un’altra linea temporale, non esiste in nessuno dei due essendo morto in giovane età.
Questo lo rende l’unico e il solo “osservatore”, mi spiego meglio, Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger , uno dei più grandi fisici mai esistiti sostenne che: “L’osservatore determina la realtà”.
Uno dei suoi più grandi e significativi esperimenti è “Il paradosso del gatto di Schrödinger”, tale esperimento, riassumendolo ai minimissimi termini sostiene che: Se prendiamo un gatto e lo chiudiamo in una stanza completamente chiusa e mettiamo nella stessa stanza una polpetta avvelenata, (secondo la fisica quantistica) fino a che non apriamo la stanza il gatto è sia vivo che morto, contemporaneamente, sino a che non si compie appunto un osservazione.
Peter credo sia dunque l’unico reale osservatore, quello che determina la realtà, colui il quale le sensazioni possono rendere un universo o una linea temporale quelli “Originali”.
**Spoiler, se non siete aggiornati all’ultima puntata saltate la parte che segue, io mi incavolerei come un facocero se me la spoilerizzassero***.
O almeno questa è la spiegazione che mi sembrava più plausibile per giustificare il cambiamento di Olivia nella linea temporale in cui attualmente si svolge il telefilm, a quanto pare sembra stia divenendo la stessa del primo “originale” universo. Potrebbe però benissimo anche essere dovuto alle sue particolari abilità sviluppate dopo la somministrazione del Cortexiphan ( psico-farmaco che funge da catalizzatore per i poterei E.S.P. latenti), d'altronde scorrazza liberamente tra gli universi fregandosene alla grande delle barriere imposte dallo “spazio”, potrebbe essere la medesima cosa per quelle imposte dal “tempo”, vedremo dunque a breve.
**Fine spoiler**
Insomma vedo in Peter e Walter i due lati della stessa medaglia, una medaglia costosa ed estremamente rara.
Un altro elemento che mi impressiona molto della caratterizzazione di Walter è il modo assolutamente geniale che J.J. Abrams ha trovato per dare equilibrio alle mille sfaccettature del Dottor Bishop, il personaggio di Jasika Nicole, la bellissima Astrid Farnsworth.
Astrid riesce da sempre a tenere a bada gli eccessi e l’eccentricità di Walter, è chiaro come lui associ la figura della giovane assistente al figlio scomparso, a come sarebbe potuto essere il loro rapporto nella vita e nella scienza, se lui non fosse morto, o se Walter non lo avesse (permettetemi il termine spietato) sostituito con quanto di più simile possibile.
Ricordo con nostalgia quando ero bambino e leggevo i fumetti Marvel, sapete quelli dei super eroi, in special modo andavo pazzo per Hulk! Forte e inarrestabile.
Una frase in particolare di quel fumetto mi restò impressa per anni, davvero per anni:
Betty Braddock parlando a Bruce Banner (l'alterego del Golia verde) gli disse: "Non è Hulk il problema Bruce, lui è una parte di te... Non è lui che fa danno, sei TU che distruggi tutto ciò che tocchi".
Io penso che Walter abbia perso il senno per un motivo analogo, si sente "sbagliato", tutto quello che ha toccato in vita sua lo ha distrutto, nel migliore dei casi a dire il vero, nei peggiori ho addirittura portato l'entropia allo stato puro, del resto ha letteralmente danneggiato il tessuto della realtà stessa.
Eppure, nel suo essere sbagliato non c'è niente che cambierebbe, quindi matematicamente parlando, "è sbagliato all'ennesima potenza". Il motivo per cui non cambierebbe nulla è proprio perché ogni singolo errore ogni sbaglio commesso gli ha permesso di riavere al suo fianco Peter.
Sa di essere un difetto di fabbrica, poi si guarda intorno e ringrazia Dio per ciò che è, più o meno velatamente, in ogni puntata.
Si sente estraneo a tutto, non passa giorno che non pensi almeno una volta: "Ma che diavolo ci faccio qui?".
Eppure, è una situazione con la quale ha imparato a convivere, perché vi chiedo? Anzi, per chi? E’ la domanda più adatta.
Vedo in Fringe davvero molti motivi per seguirlo, è appassionante ed avvincente, è uno tra i pochi serial che ha un evoluzione continua e rapida, molti lo trovano complesso come concetto, io credo si debba guardarlo da un lato decisamente più umano. E’ vero parla di realtà alternative, di cyber-tecnologia, di poteri E.S.P. piuttosto che di genetica piuttosto che di viaggi nel tempo, etc… etc… Però parla allo stesso modo dell’amore smisurato di un padre per un figlio, della passione di un uomo per oltrepassare ogni limite immaginabile, solo per prefissarne un altro, e tentare di sorpassarlo nuovamente.
Una delle frasi più significative di Walter a conferma di quanto appena scritto:
« Ciò che facciamo, ciò che mi avete chiesto di fare, è spingere i confini di tutto ciò che è reale e possibile. Non stiamo cuocendo un tacchino. »
E poi tutti abbiamo seguito Lost no?! Fringe sarà mica incasinato come la storia dei naufraghi dell’ Oceanic 815 !?
Geniale l’analogia del tacchino, come dicevo ad inizio articolo, il personaggio di Walter Bishop, ma anche e soprattutto l’interpretazione di John Noble fanno di Fringe quanto di meglio si possa guardare attualmente in tv, ovviamente, come fa tanto “figo” dire in questo periodo IMHO (In My Humble/Honest Opinion).

Sono abitudinario, pertanto come nel primo articolo vorrei lasciarvi con un'altra citazione, qualcosa che centri con il pensiero del mio personaggio preferito della serie, o meglio ancora, una serie di citazioni, ognuna delle quali potrebbe benissimo essere pronunciata da Walter per tentare di spiegare, per tentare di capire o solamente per dare un senso alle sue azioni:

Non esistono fatti, ma solo interpretazioni.

Non vi sono certezze, solo opportunità.

Chi cerca conferme le trova sempre.

Non é vero che abbiamo poco tempo, la verità é che ne sprechiamo molto.

L'uomo ha bisogno di quello che ha in sè di peggiore per trovare ciò che di migliore esiste in lui.

Ma soprattutto:

Non è il caso nè di avere paura nè di sperare, bisogna cercare nuove armi.

Se ad un Dio si deve questo mondo, non ci terrei ad essere quel Dio: L'infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore.

Enjoy! Ninja.

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