scheda telefilm : The o.c. orange county

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RECENSIONE DI : Ninja

The o.c. orange county


ANNO PRODUZIONE : 2003

GENERE : dramma

STAGIONE : 4          PUNTATE : 92

TRAMA

Per questa piacevole serie tv vorrei mostrarvi il mio personalissimo modo di recensirla, sperando di essere utile alla causa!

Il dramma della morte di Marissa nella complessa psiche del Ninja... Capitolo uno e capitolo due.

Capitolo UNO: Perché?

Ho sempre considerato Orange County, al secolo “The OC”, un telefilm orribile, sono cresciuto negli anni 90 ed ho passato gran parte della mia infanzia/adolescenza sbavando su Shannen Doherty e Jennifer Garth, rispettivamente "Brenda" e "Kelly" di "Beverly Hills 90210"; mettendo a confronto le due serie televisive, "The OC" è debole su troppi fronti, in primis per la sterilità del cast, troppo ristretto e basato su stereotipi atti a tentare di coinvolgere la maggior parte del pubblico possibile, se a ciò aggiungiamo l'essere totalmente inespressivi della maggior parte degli "attori" (e ci va coraggio a definire attore "Ben Mckenzie") coinvolti e la scarsa vena creativa del produttore ritorniamo al mio pensiero iniziale, ovvero che come telefilm è abbastanza scadente... o almeno pensavo in principio, o meglio, nelle prime tre serie.

A questo punto sorgerebbe spontanea una domanda: "Perché una persona che reputa orribile un telefilm spreca il suo prezioso tempo a scrivere di esso? La risposta è tutta nella morte di uno dei personaggi principali della serie: "Marissa Cooper" al secolo "Mischa Barton", ma avrò tempo di dilungarmi in merito nei capitoli successivi, per citare il geniale Lucarelli: “Ma questa, è un’altra storia”.

Tornando alla sterilità del cast e agli stereotipi su cui esso è basato rammento i personaggi:

_Bryan Atwood, Il "super duro" Russel Crow in miniatura, teppista in continua redenzione, un personaggio mediocre nel quale però la maggior parte dei 14 enni medi è facile ci si impersoni, risolve la maggior parte dei suoi problemi sociali massacrando di botte il mal capitato, viene sempre capito e/o perdonato e ha il supporto totale ed incondizionato di una famiglia ricca oltre che di una ragazza mozzafiato (e “mozzafiato” è davvero riduttivo).

_Seth Cohen, l’essenza stessa dello “sfigato” sarcastico che, miracolato dalla conoscenza di Ryan, si trasforma nell'idolo di tutti i ragazzini con seri problemi sociologici e riesce ad uscire (permettetemi uno slang dei miei 14 anni) con la più gettonata della scuola e "bla bla bla", altro personaggio che ottiene molta stima in tutti quei ragazzini che, credetemi, nella vita reale, non incontreranno nessun Ryan, e sorpresa sorpresa, non riceveranno mai nemmeno un saluto dalla superfiga della scuola.

_Summer Roberts, onestamente mi riesce difficile capire l'utilità del personaggio di "Rachel Bilson",è la classica ragazza oca che si innamora del "principe ranocchio", secondo me un riempitivo, personaggio di contorno insomma, l'eterno incontro/scontro con Seth fa sospirare e singhiozzare ad ogni puntata tutte le ragazzine che guardano telenolevas e sognano che lo “sfigato” della classe diventi di punto in bianco il più brillante del pianeta ma che il giorno dopo a scuola per l’appunto non degnano nemmeno di un saluto.

_Marissa Cooper, insieme a Ryan i veri protagonisti del film sebbene siano troppo "costruiti"; in tre anni, in soli tre anni sta povera donna: Va in overdose, si innamora di un maniaco omicida, vede i suoi divorziare almeno un paio di volte, gli muore un patrigno, scopre che la ragazza del suo ex altri non è che la figlia del marito della madre, appicca fuoco a qualcosa, si fa di coca, rischia l'alcolismo, fuma marijuna, prende psicofarmaci, quasi ammazza sparandogli in piena schiena il fratello del suo ragazzo, gli muore il migliore amico, e dopo una relazione con un avanzo di galera viene ammazzata... Insomma, potevano farle guidare uno Shuttle e poi aveva davvero fatto tutto ciò che umanamente si può fare in una sola vita... però, c'è un “però”, anche Marissa coinvolge una gran fetta di pubblico, nel quale ahimè mi ritrovo anche io, e il motivo è molto meno complesso dei precedenti: Mischa Barton è un pezzo di gnocca stratosferico, perdonatemi il termine, la sua sola presenza vale il prezzo del biglietto, come si suo dire. Ecco il motivo principale per cui ho seguito la serie The OC (Nooo non son materialista, suvvia, l’avete vista!?).



Capitolo DUE: Malinconia.


Le prime due serie del telefilm sono un susseguirsi di situazioni assurde, non ho particolare stima per lo sceneggiatore, se non fosse per un dettaglio nell'ultima puntata della terza serie.
L'attrice Mischa Barton prende la decisione di abbandonare il cast, non vuol finire dell'incubo di ogni attore si serial, ovvero di essere ricordata per un solo personaggio, in merito avrei mille esempi, per cominciare James Van Der Beek, chi??? E se vi dico Dawson? O la più recente Kristin Kreuk, meglio o forse solo nota come Lana Lang e via discorrendo.
Di solito la prassi in certi casi sarebbe inscenare un improvviso trasferimento del personaggio, ad esempio nel sovra citato "Berverly Hills 90210" quando Shannen Doherty abbandona la troupe, il personaggio di Brenda viene spedito a studiare in Francia, questa "tecnica" lascia spiragli aperti per eventuali citazioni o per brevi apparizioni, magari come “guest star”, e riesce in parole povere a "salvare il salvabile".
Josh Scawartz, lo sceneggiatore, prende però una decisione coraggiosa e nell'ultima puntata della terza serie fa morire Marissa, non so se questo sia dettato da vero coraggio o dal fatto che in America la serie subì un tracollo vertiginoso appunto nelle terza serie, fatto sta che con un bel finale drammatico a parer mio risolleva un pochino le scempio a cui ci aveva obbligato, togliendo però, soggettivamente parlando, l'unico effettivo motivo per seguire il serial.
Con mio grande stupore invece l’effetto post Marissa secondo la mia modesta non che inutile opinione giova molto al telefilm, Ben Mckenzie sembra imparare a recitare improvvisamente e miracolosamente e devo anche ammettere che le prime sei puntate della quarta serie, quelle in cui lui in pratica deve somatizzare l'evento, sono appassionanti e tentano costantemente chi le segue a mettersi nei panni di Ryan, oltretutto ricordo che facendolo, non è stata una sensazione piacevole per niente.
Io credo che se avessi passato, in un ipotetica realtà, ciò che ha vissuto Ryan, avrei sentimenti contrastanti, dolore, rabbia, disperazione e... malinconia, tanta malinconia.

Credo che al posto suo, avrei passato il tempo seduto al pontile, dove lei passava i momenti peggiori, a scrivere di lei...

Alcune citazioni:
«Per quanto mi riguarda, il mondo sembra aver perduto gran parte del significato. Lei illuminava ogni cosa, e si era abituati nei propri pensieri a riferire a lei fino le cose più banali. Aver avuto in sorte di conoscerla e amarla è una grande cosa.»

«Non c’è nulla da dire e non si deve intromettersi nel suo dolore. Ma per tutta la vita ricorderò la sensazione di luce e di felicità che lei sapeva darci. Come persona oltre che con la sua anima. Tutto sembrava meritevole, importante, bello.»

«Viviamo alla fine di un’epoca. Marissa ha portato un grande contributo alla mia vita; la sua opera era compiuta. Posso capire che desiderasse sfuggire all’angosciosa incertezza di questa realtà e non trascinarsi nella speranza di tempi migliori che, quando verranno, saremo troppo vecchi e snervati per giovarcene.»
E la mia preferita:
«"Forse, non ho vissuto come dovevo, forse nemmeno tu lo hai fatto... forse... forse, io dovrei venir con te..."

Bè, se posso consigliarvi, guardatelo, sono una 70 ina di puntate in tutto e alla fine... ne vale la pena.


Enjoy, Ninja ;)




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